Recentemente, il Sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, ha annunciato che sono in corso approfondimenti per valorizzare maggiormente la componente professionale e lavorativa dei medici e degli altri professionisti sanitari durante il loro percorso di specializzazione. Questo rappresenta un passo avanti significativo nel riconoscimento del contributo essenziale che questi giovani professionisti offrono al nostro Sistema Sanitario Nazionale.
Questo argomento di grande importanza ed estremamente delicato è stato trattato durante la conferenza del 23. settembre, un tema cruciale per il futuro della sanità nel nostro Paese: il riconoscimento e la valorizzazione del lavoro svolto dai professionisti in formazione specialistica.
I medici specializzandi non sono semplicemente studenti, ma professionisti abilitati e iscritti ai rispettivi ordini. Ogni giorno, svolgono un ruolo fondamentale nelle corsie dei nostri ospedali, garantendo assistenza e cure di qualità ai pazienti. Tuttavia, questo impegno non è sempre riconosciuto in termini contrattuali ed economici adeguati. È ora di affermare con chiarezza che il loro lavoro deve essere giustamente retribuito.
L’articolo 44-quater del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, ha introdotto novità importanti in tema di contratti a tempo determinato e orario a tempo parziale per i professionisti in formazione. Tuttavia, è necessario fare di più per garantire che questi contratti riflettano non solo le esigenze formative, ma anche il valore lavorativo e professionale del servizio prestato.
Il contratto di formazione specialistica attuale non risponde adeguatamente a queste esigenze. Per questo motivo, è fondamentale riformare la normativa in modo che gli specializzandi possano vedere riconosciuto il loro ruolo di lavoratori, con diritti e doveri paragonabili a quelli dei colleghi già specialisti. Dobbiamo guardare a modelli che integrino l’aspetto formativo con quello lavorativo, garantendo al contempo la qualità della formazione universitaria e la sicurezza economica e professionale degli specializzandi.
Un altro aspetto critico è la certificazione delle competenze acquisite. Come ha sottolineato il Sottosegretario Gemmato, l’attuale sistema prevede che sia l’azienda sanitaria, e non solo l’università, a certificare le competenze dello specializzando, in modo che queste possano sostituire la prova finale annuale. Questo è un passo nella giusta direzione, ma deve essere accompagnato da un sistema di monitoraggio che assicuri l’equità e la qualità della formazione su tutto il territorio nazionale.
Non possiamo ignorare il problema della scarsa attrattività di alcune specializzazioni. La disparità di trattamento e di opportunità tra diverse specialità sta creando una situazione critica, con molte aree cliniche che faticano a trovare nuovi specialisti. È necessario prevedere una remunerazione adeguata a tutte le specializzazioni, compatibile con le risorse finanziarie disponibili, ma che tenga conto dell’impegno e della responsabilità che ogni professionista assume.
Nel contesto europeo, la formazione specialistica deve mantenere gli stessi livelli di qualità e di trattamento, sia a tempo pieno che parziale. La direttiva europea n. 2005/36/CE stabilisce che la durata complessiva, il livello e la qualità della formazione devono essere garantiti in ogni circostanza. Questo significa che dobbiamo lavorare per eliminare ogni disparità di trattamento e garantire che ogni specializzando, indipendentemente dalla regione o dall’ente di formazione, abbia le stesse opportunità e riconoscimenti.
In conclusione, il lavoro dei professionisti in formazione va riconosciuto, valorizzato e retribuito adeguatamente. Non possiamo permettere che chi si impegna ogni giorno per garantire la salute dei nostri cittadini debba sacrificare la propria stabilità economica e il proprio benessere personale. È una questione di giustizia, ma anche di efficienza: investire nella formazione e nel lavoro degli specializzandi significa investire nella qualità del nostro Sistema Sanitario Nazionale.
Il mio auspicio per le istituzioni e per gli studenti è proseguire su questa strada, affinché il valore dei nostri giovani professionisti sia riconosciuto e premiato come merita. Solo così potremo garantire un futuro solido e sostenibile per la nostra sanità.

Giuseppe Guaglianone
Presidente Fondazione Noopolis
