Povertà sanitaria: quando la generosità non basta a colmare il bisogno

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La povertà sanitaria in Italia continua a crescere, disegnando uno scenario sempre più allarmante in cui l’accesso ai farmaci diventa un lusso per molti. Oltre 463 mila persone si sono rivolte alle realtà assistenziali legate al Banco Farmaceutico per ricevere un aiuto concreto, un numero che dimostra la fragilità del sistema di fronte a questa emergenza sociale.

Per fare un esempio, dati alla mano, anche in Friuli Venezia Giulia, la situazione appare critica: durante l’ultima giornata di raccolta organizzata a febbraio, sono state raccolte circa 20mila confezioni di farmaci, destinate a 11mila persone in difficoltà attraverso la rete di 50 associazioni locali. Tuttavia, il fabbisogno reale supera di gran lunga quanto viene raccolto: servirebbero almeno 35mila confezioni di medicinali per rispondere alla domanda effettiva.

Un vuoto che la generosità, seppur straordinaria, non riesce a colmare. A farne le spese sono soprattutto quei farmaci essenziali non coperti dal Servizio Sanitario Nazionale: antinfiammatoriantifebbrilicure per la tosse e l’influenza, trattamenti comuni ma vitali per chi non può permetterseli.

Matteo Favero, referente territoriale del Banco Farmaceutico a Udine, sottolinea con preoccupazione come siano sempre di più le persone costrette a scegliere tra nutrirsi e curarsi«È una realtà che si aggrava anno dopo anno. Il terzo settore sta facendo uno sforzo straordinario per colmare queste lacune, ma il bisogno è sempre più grande.»

I dati nazionali, presentati alla Camera dall’Osservatorio sulla Povertà Sanitaria del Banco Farmaceutico, delineano un trend chiaro e inquietante: per il settimo anno consecutivo, la spesa farmaceutica sostenuta dalle famiglie italiane è cresciuta. Nel 2023, la quota pagata di tasca propria è aumentata del 7,4% rispetto all’anno precedente, mentre quella coperta dal Servizio Sanitario Nazionale continua a diminuire.

Ciò che più sorprende, e addolora, è che un quarto di coloro che vivono in povertà sanitaria sono minori, una percentuale addirittura superiore a quella degli anziani. È una situazione che colpisce indistintamente italiani e stranieri, una crisi che non fa distinzioni di età o nazionalità.

Parallelamente, altre iniziative locali riescono a recuperare medicinali ancora validi nelle case dei cittadini del Friuli Venezia Giulia, per un valore di circa 300mila euro. Un risultato importante, ma che ancora non basta a colmare il divario tra domanda e offerta.

Di fronte a questa emergenza silenziosa, emerge con forza la necessità di soluzioni sistemiche che vadano oltre la generosità dei singoli e delle associazioni. Serve una riflessione urgente sul ruolo del sistema sanitario e sulle misure necessarie per garantire a tutti il diritto alla salute, partendo proprio dai più fragili e vulnerabili.

La povertà sanitaria non è solo una questione di farmaci: è il sintomo di un sistema che fatica a proteggere i suoi cittadini. La solidarietà è preziosa, ma non può sostituire la responsabilità di un sistema che deve garantire dignità e salute a tutti.

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