La cura degli anziani emerge come un pilastro imprescindibile all’interno del tessuto sociale, incarnando non soltanto il rispetto dovuto a coloro che hanno tessuto la trama della nostra comunità, ma anche un riflesso della nostra umanità e della solidarietà che contraddistingue una nazione matura.
L’Italia si configura come una nazione matura in un senso doppio: sia composta prevalentemente da popolazione matura, sia abbastanza consapevole del valore aggiunto di questo suo aspetto da dedicare una legge, promossa dalla Commissione per l’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione, presieduta da Mons. Vincenzo Paglia. Recentemente, l’approvazione della legge delega 33 segna un momento cruciale e ambizioso, volta a elevare le condizioni di vita degli anziani. Essa sottolinea l’urgenza di un sistema di assistenza che sia non solo adeguato, ma anche intriso di rispetto e dignità. Dunque, investire nella cura degli anziani si configura non solo come un imperativo etico, ma come una strategia fondamentale per un avvenire più luminoso per l’intera società.
Un nucleo centrale della legge delega 33 è il rafforzamento dei servizi di assistenza domiciliare, un approccio che consente agli anziani di rimanere nel calore della propria casa, avvolti dall’affetto dei familiari e dalla familiarità del loro ambiente quotidiano. Secondo un illuminante rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, gli anziani che ricevono assistenza a domicilio non solo vedono migliorare la loro qualità della vita, ma anche il loro benessere mentale. La presenza di assistenti qualificati non si limita a soddisfare le necessità quotidiane; essa si traduce in un’opportunità di compagnia e sostegno emotivo, contribuendo a mitigare il rischio di isolamento sociale, un fenomeno purtroppo diffuso tra la popolazione anziana.
In aggiunta, la legge delega 33 prevede l’implementazione di programmi di formazione destinati agli operatori del settore. La preparazione adeguata del personale risulta cruciale per garantire un’assistenza di qualità. Formare professionisti competenti e sensibili alle necessità degli anziani non è solo un atto di responsabilità, ma una vera e propria garanzia per un’assistenza più efficace e umana. Prendendo spunto da esperienze di alcuni paesi del Nord Europa, si osserva come programmi di formazione mirati abbiano condotto a un miglioramento tangibile nelle pratiche assistenziali, riflettendosi in un incremento della soddisfazione degli utenti. Questi esempi evidenziano come investire nella formazione professionale possa tradursi in un servizio più attento e personalizzato.
Infine, la legge delega 33 promuove la creazione di centri diurni e comunità residenziali progettati per favorire il benessere e la socializzazione degli anziani. Questi spazi non offrono semplicemente assistenza, ma diventano palcoscenici per attività ricreative e culturali, contribuendo a mantenere la mente e il corpo in movimento. La partecipazione a tali iniziative ha dimostrato di sollevare il morale e stimolare interazioni sociali tra gli anziani. In molte comunità, si è registrato un incremento della gioia di vivere e una significativa diminuzione dei sintomi depressivi grazie alla partecipazione a programmi di socializzazione.
In conclusione, la cura degli anziani si rivela come un elemento vitale per il benessere di una società coesa e sana. La legge delega 33 rappresenta un passo audace verso l’incremento della qualità dell’assistenza, promuovendo servizi domiciliari, formazione per operatori e spazi di socializzazione. Investire nel benessere degli anziani non è solo un dovere morale, ma un’opportunità per forgiare una comunità più empatica e responsabile. La vera sfida è ora garantire che queste misure siano attuate con determinazione e impegno, affinché ogni anziano possa vivere con la dignità e il rispetto che merita il tempo prezioso di cui potrà disporre.
Bibliografia:
1. Organizzazione Mondiale della Sanità. (2021). “Rapporto sulla salute degli anziani.”
2. Ministero della Salute. (2022). “La legge delega 33 e le sue implicazioni.”
3. Università di Helsinki. (2020). “Formazione degli operatori per l’assistenza agli anziani.”
Dott. Raimondo Leone
PhD Università Cattolica del Sacro Cuore
VC Camera dei deputati

Raimondo Leone
Membro CDA Fondazione Noopolis
