Sessualità al Femminile nelle Diverse Popolazioni: Criticità Socio-Sanitarie, Medicina Inclusiva e Medicina di Genere

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Prendendo spunto da un evento che abbiamo organizzato in passato, oggi abbiamo deciso di affrontare un tema tanto delicato quanto fondamentale, con l’obiettivo di approfondire le sue diverse sfaccettature e di promuovere una maggiore consapevolezza. La sessualità femminile non è solo una questione biologica, ma un aspetto profondamente intrecciato a fattori culturali, sociali e sanitari, che influenzano la vita di milioni di donne in tutto il mondo.

Non ci limiteremo a esplorare questo tema attraverso la ricerca e l’analisi delle fonti più autorevoli, ma ci impegniamo a portare avanti progetti concreti che possano favorire il cambiamento e il supporto alle donne, sensibilizzando l’opinione pubblica e promuovendo iniziative mirate per il diritto alla salute, alla libertà di scelta e alla piena autonomia corporea.

Questo articolo rappresenta il primo passo di un percorso più ampio, che nel tempo si tradurrà in azioni, eventi e iniziative volte a dare voce a chi ancora non ha la possibilità di far sentire la propria. Lavoriamo insieme per costruire un futuro in cui ogni donna possa decidere liberamente del proprio corpo e della propria vita.

Autonomia Corporea e Diritti Sessuali e Riproduttivi

Il diritto delle donne di decidere liberamente sul proprio corpo è ancora negato a milioni di persone in tutto il mondo. Secondo il rapporto “State of World Population 2021” dell’UNFPA (United Nations Population Fund), intitolato “My Body is My Own – Claiming the Right to Autonomy and Self-Determination”solo il 55% delle donne è in grado di prendere decisioni autonome sulla propria salute sessuale e riproduttiva. Questo significa che in molti paesi le donne non possono scegliere liberamente se e quando avere rapporti sessuali, utilizzare contraccettivi o accedere a servizi sanitari.

Questa mancanza di autonomia corporea non è solo un problema di salute pubblica, ma ha ripercussioni dirette su istruzione, lavoro e sicurezza personale, rendendo più difficile l’emancipazione femminile e aumentando la vulnerabilità alla violenza di genere. La sessualità femminile, infatti, non è solo un aspetto biologico, ma una questione profondamente legata a fattori sociali, economici e culturali.

Le barriere culturali, sociali ed economiche continuano a limitare l’accesso delle donne ai servizi sanitari in molte parti del mondo, con conseguenze gravi sulla loro salute sessuale e riproduttiva.

1. Disparità nell’Accesso alla Salute Sessuale e Riproduttiva

  • In Africa Subsahariana, molte donne non hanno accesso a contraccettivi moderni, aumentando il rischio di gravidanze indesiderate e complicanze legate al parto.
  • Nei paesi a basso redditol’accesso a cure ginecologiche e ostetriche è limitato, causando un’alta mortalità materna.
  • In molte nazioni, le adolescenti non ricevono educazione sessuale adeguata, aumentando la probabilità di gravidanze precoci e infezioni sessualmente trasmissibili (IST).

2. Violenza di Genere e Abusi Sessuali

Secondo il rapporto dell’UNFPA, quasi la metà delle donne nel mondo ha subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nella vita. Questa violenza si manifesta in molte forme:

  • Matrimoni forzati e precoci, che privano le ragazze della possibilità di completare la propria istruzione.
  • Mutilazioni genitali femminili (MGF), pratiche che violano i diritti umani e causano gravi problemi di salute.
  • Stupro coniugale e violenza domestica, spesso non riconosciuti come reati in molte nazioni.

3. Salute Mentale e Benessere Psicologico

La repressione della sessualità femminile, la violenza di genere e la mancanza di autonomia corporea possono portare a disturbi psicologici come ansia, depressione e disturbo post-traumatico da stress (PTSD). In molti contesti, però, la salute mentale delle donne non è adeguatamente presa in considerazione, rendendo ancora più difficile la loro ripresa e il loro benessere generale.

Negli ultimi anni, il concetto di medicina di genere ha assunto un ruolo sempre più centrale nelle politiche sanitarie internazionali. La medicina di genere riconosce che donne e uomini hanno esigenze sanitarie diverse e che le cure mediche devono essere adattate a queste differenze.

1. Perché è Necessaria la Medicina di Genere?

Tradizionalmente, la medicina si è basata su studi clinici condotti prevalentemente su pazienti maschi, ignorando le differenze fisiologiche e ormonali delle donne. Questo ha portato a:

  • Diagnosi errate o tardive di malattie come l’infarto, che nelle donne ha sintomi diversi rispetto agli uomini.
  • Terapie farmacologiche inefficaci, poiché i dosaggi e gli effetti collaterali dei farmaci non sempre tengono conto delle differenze di genere.
  • Sottovalutazione del dolore femminile, con un maggiore rischio di disparità nei trattamenti.

2. Medicina di Genere nella Salute Sessuale e Riproduttiva

Un approccio basato sulla medicina di genere consente di:

  • Migliorare l’accesso ai servizi sanitari per le donne, con percorsi di cura dedicati.
  • Garantire educazione sessuale e riproduttiva basata su dati scientifici, per prevenire gravidanze indesiderate e IST.
  • Fornire assistenza personalizzata per le problematiche sessuali femminili, come la dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali) o la menopausa.

In Italia, il Centro di Riferimento per la Medicina di Genere dell’Istituto Superiore di Sanità promuove la ricerca e la formazione su queste tematiche, sottolineando l’importanza di un approccio sanitario che tenga conto delle specificità di genere per migliorare la qualità delle cure e ridurre le disuguaglianze.

Affrontare le criticità legate alla sessualità femminile richiede un impegno globale per promuovere l’autonomia corporea, combattere la violenza di genere e garantire un accesso equo ai servizi sanitari.

La medicina inclusiva e di genere rappresenta un passo fondamentale verso un sistema sanitario più giusto ed efficace, in grado di rispondere alle esigenze specifiche di tutte le donne, indipendentemente dal contesto culturale o sociale. È essenziale migliorare l’educazione sessuale, rafforzare le politiche sanitarie per le donne e garantire l’accesso a cure adeguate per tutte, senza discriminazioni.

  • Il diritto alla salute sessuale e riproduttiva è un diritto umano fondamentale.
  • Solo attraverso politiche sanitarie inclusive e la promozione dell’autonomia corporea si può costruire una società più equa e rispettosa dei diritti delle donne.
  • Il diritto alla salute sessuale delle donne deve essere una priorità globale. Condividiamo conoscenza e sosteniamo il cambiamento!

Fonti

  1. United Nations Population Fund (UNFPA)“State of World Population 2021 – My Body is My Own – Claiming the Right to Autonomy and Self-Determination”. (UNFPA)
  2. Istituto Superiore di Sanità (ISS)“Medicina di Genere e Salute della Donna”. (Epicentro ISS)
  3. World Health Organization (WHO)“Violence Against Women Prevalence Estimates 2018”. (WHO)
  4. Guttmacher Institute“Unmet Need for Contraception and Reproductive Health”. (Guttmacher)

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