Noopolis ETS: una nuova identità per una missione che continua

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Il 30 settembre 2025, con atto notarile, l’Assemblea dei Consiglieri della Fondazione di Noopolis ha approvato un cambiamento fondamentale: l’adeguamento dello statuto alla normativa del Terzo Settore e la trasformazione giuridica che porta con sé una nuova identità. D’ora in avanti, la Fondazione di Noopolis assume la denominazione ufficiale di Fondazione Noopolis ETS.

Quest’evoluzione non è un semplice cambio di nome: è un passaggio di paradigma, che riflette una nuova visione, nuovi obblighi e nuove opportunità nell’ambito del non profit italiano. Prima di raccontare com’è stato votato e chi guiderà il nuovo corso, vale la pena capire cosa cambia e perché questa trasformazione ha senso oggi.

Alla guida della Fondazione Noopolis ETS rimangono figure di riferimento:

  • Presidente: il dottor Giuseppe Guaglianone, riconfermato
  • Vice Presidente: il dottor Raimondo Leone
  • Tesoriere e Segretario Generale: il dottor Adolfo Marco Perrotta

Questa conferma alla guida garantisce continuità, autorevolezza e coerenza con il passato, benché la forma giuridica sia destinata a imprimere nuovi ritmi e responsabilità.

Cosa significa trasformarsi in ETS: il “terzo settore” spiegato

Il quadro normativo

Negli ultimi anni l’Italia ha messo ordine nel mondo del non profit attraverso la riforma del Terzo Settore (Codice del Terzo Settore, D.lgs. 117/2017).Questo codice definisce gli enti del Terzo Settore (ETS) come organizzazioni private — associazioni, fondazioni, reti, imprese sociali — che operano senza scopo di lucro, perseguendo finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale attraverso attività di interesse generale indicate dalla legge.
Essere un ETS implica iscriversi al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), adottare un regime contabile e di trasparenza specifico, e rispettare vincoli statutari e operativi nuovi rispetto al passato. 

Ecco alcune delle trasformazioni più rilevanti che la Fondazione affronterà nella veste di ETS:

AspettoForma precedenteCon la forma ETS / nel nuovo statuto
Scopo e attivitàFinalità culturali, scientifiche, sociali, a discrezione dello statuto originarioDevono essere esplicitamente attività di interesse generale secondo l’art. 5 del CTS, svolte in via esclusiva o principale 
Distribuzione degli utiliGeneralmente vietata nelle fondazioni non profit, ma con maggiore elasticità gestionaleDivieto netto di distribuire utili, salvo casi specifici (e con vincoli) per imprese sociali 
Registro / riconoscimento giuridicoLa personalità giuridica poteva essere riconosciuta con decreto o modalità tradizionaliInserimento nel RUNTS: l’iscrizione garantisce il riconoscimento come ETS e apre all’accesso a benefici e agevolazioni 
Contabilità e bilancioRegole meno vincolanti, norme ordinarie (fondazioni)Obblighi contabili, adozione di bilancio sociale, trasparenza, rendicontazioni specifiche previste dal Codice 
Controlli e vigilanzaControlli interni previsti dallo statuto e dalla normativa generaleNuovi obblighi di controllo, organo di controllo o revisore legale, e maggiore vigilanza istituzionale
Trasparenza e obblighi pubbliciMinori obblighi di pubblicità legaleObbligo di pubblicità, bilanci, rendicontazioni, vincoli sulla destinazione del patrimonio residuo, ecc. 
Relazioni con amministrazioni pubblichePossibile collaborazione, convenzioni, ma con modalità più flessibiliMaggiore integrazione nei processi amministrativi, partecipazione a bandi, maggior riconoscimento istituzionale

In sintesi: la trasformazione in ETS non significa snaturare l’identità della Fondazione, ma adottare un “vestito giuridico” che impone maggiore rigore, ma apre anche a nuove sinergie, partnership, agevolazioni e credibilità nel mondo del non profit.

La decisione di trasformarsi in ETS oggi risponde a esigenze reali:

  1. Modernizzazione istituzionale
    Essere un ETS significa essere parte attiva del «sistema non profit regolamentato» in Italia. La forma normativa più “all’avanguardia” conferisce maggior affidabilità nei rapporti con enti pubblici, fondazioni erogatrici, donatori privati.
  2. Accesso alle agevolazioni e riconoscimenti
    L’iscrizione al RUNTS consente di accedere a strumenti fiscali, contributi, bandi riservati agli ETS, oppure collaborazioni con amministrazioni locali, che oggi chiedono spesso garanzie di compliance normativa.
  3. Trasparenza e fiducia
    I vincoli di contabilità, pubblicità e controllo aumentano la credibilità verso stakeholder, sostenitori, comunità locale.
  4. Sostenibilità e durabilità
    Il modello giuridico ETS spinge ad assetti organizzativi più robusti e sostenibili nel lungo periodo, dal punto di vista operativo, gestionale e patrimoniale.

Diventare ETS significa rafforzare la propria identità nel panorama del non profit, adattandosi alle nuove esigenze di trasparenza, responsabilità e partecipazione richieste da cittadini, istituzioni e partner. Ma significa anche accedere a opportunità concrete: bandi riservati, agevolazioni fiscali, collaborazioni strutturate con enti pubblici.

Per una Fondazione con una lunga storia culturale e sociale, questa evoluzione rappresenta una naturale prosecuzione della propria missione: operare per il bene collettivo, con strumenti all’altezza del presente.

Con il nome Noopolis ETS, la Fondazione sceglie un’identità più vicina all’idea di “nuova polis”: una comunità viva, aperta, dove il sapere, la cultura e la ricerca diventano strumenti di cittadinanza e partecipazione.

La missione non cambia. Cambiano le regole, si rafforzano gli strumenti, si amplia l’orizzonte. È un passo in avanti, deciso e consapevole, verso una gestione moderna, trasparente e radicata nel territorio.

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