Perché il World Food Day conta
Ogni 16 ottobre, il World Food Day ci ricorda che costruire sistemi alimentari giusti e resilienti è una sfida di conoscenza, oltre che di risorse. Quest’anno coincide con l’80° anniversario della FAO e con l’apertura, a Roma, del nuovo Food and Agriculture Museum and Network, un percorso educativo permanente su cibo, agricoltura e mandato dell’Organizzazione: un invito concreto a “imparare attraverso l’esperienza”.
Nonostante segnali di miglioramento, la fame resta una realtà per milioni di persone: secondo l’ultimo rapporto ONU, nel 2024 ha riguardato circa 673 milioni di persone (8,2% della popolazione mondiale), con progressi fragili e minacciati da conflitti, shock climatici e inflazione.
Sul fronte opposto dello stesso problema, lo spreco alimentare continua a pesare: nel 2022 il mondo ha buttato circa 1,05 miliardi di tonnellate di cibo (oltre 1 miliardo di pasti al giorno), e il 60% è avvenuto nelle case. Ridurre lo spreco è tra le leve più rapide per migliorare sicurezza alimentare e clima.
Il tema 2025 richiama la collaborazione “Hand in Hand for Better Foods and a Better Future”: scienza condivisa, responsabilità diffuse, impatti misurabili.
Tre cose che la scienza ci insegna (che possiamo applicare domani)
1) Filiere trasparenti = scelte migliori
Tracciare dati su resa, costi, impatti ambientali e sociali permette a produttori, amministrazioni e cittadini di distinguere tra promesse e risultati. La data literacy applicata al cibo rende comparabili politiche, prezzi e qualità nutrizionale, e aiuta a progettare interventi dove servono davvero.
2) Diete sostenibili = salute accessibile
La ricerca mostra che l’accesso a diete sane è ostacolato più dai prezzi e dall’inflazione che dalla sola disponibilità fisica di cibo. Educazione alimentare basata su evidenze e misure per la convenienza dei cibi nutrienti sono fattori decisivi per ridurre malnutrizione e obesità.
3) Lotta agli sprechi = impatto rapido
Misurare lo spreco lungo la filiera e in casa è il primo passo per agire. Linee guida semplici—pianificazione dei pasti, etichette chiare, porzioni consapevoli, filiere corte e donazioni—abbinano benefici ambientali e sicurezza alimentare. Gli indicatori ONU (Food Loss e Food Waste Index) forniscono metodi standard per impostare politiche locali efficaci.
L’angolo Noopolis: divulgazione che riduce le disuguaglianze
Alla Fondazione Noopolis crediamo che la conoscenza pratica—spiegata in modo chiaro, gratuito e riutilizzabile—sia la vera infrastruttura dell’equità. Per questo riteniamo importanti i seguenti obiettivi:
- capire cosa dice (davvero) un’etichetta;
- calcolare l’impronta di spreco in famiglia;
- costruire un piano pasti sano, economico e stagionale.
In parallelo, seguiamo e rilanciamo gli eventi della settimana FAO a Roma, dal World Food Forum alle iniziative per i giovani innovatori, per moltiplicare opportunità educative e partnership territoriali.
Cosa puoi fare oggi (in 15 minuti)
- Pianifica tre cene con ingredienti stagionali e una ricetta “svuota-frigo”.
- Controlla le scadenze con la regola “prima entra, prima esce”.
- Rendi visibili i cibi “a rischio spreco” su un ripiano dedicato.
- Condividi queste pratiche a scuola, in famiglia, nel tuo luogo di lavoro.

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