Dati per tutti: perché la statistica è una questione di equità

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Il World Statistics Day 2025 celebra il ruolo dei dati nel servire l’interesse pubblico con il tema: “Driving change with quality statistics and data for everyone”. Il messaggio è chiaro: la qualità non basta se i dati non sono accessibili, comprensibili e riusabili da persone, scuole, amministrazioni e terzo settore. 

Il paradosso dei dati: abbondanza ≠ accessibilità

Viviamo nell’“età dell’abbondanza informativa”: portali, dashboard, open data ovunque. Eppure, senza metadati chiari, formati aperti e un minimo di alfabetizzazione ai dati, l’abbondanza genera esclusione. In Europa, lo sforzo per migliorare la qualità dei metadati e l’usabilità dei cataloghi è in corso (es. strumenti del portale data.europa.eu), proprio per colmare questo divario tra produzione e riuso. 

Tre esempi concreti (Italia/Europa)

1) Welfare locale che si vede e si misura
Con OpenCoesione chiunque può esplorare, scaricare e analizzare i finanziamenti alla coesione (2007–2027) per politiche sociali, istruzione, infrastrutture. Per un comune o un’associazione è uno strumento operativo per capire dove vanno le risorse e con quali risultati attesi, favorendo trasparenza e partecipazione.

2) Salute pubblica: dai dati alle azioni mirate
Dashboard e portali regionali permettono di monitorare coperture vaccinali e malattie prevenibili, identificare gap territoriali e pianificare interventi (recall, outreach). L’OMS Europa ha lanciato nel 2025 una piattaforma per seguire i progressi verso gli obiettivi EIA2030 e l’equità vaccinale: un esempio di dato “per tutti” che abilita decisioni più eque. 

3) Ambiente: indicatori comparabili, decisioni coerenti
Eurostat e i cataloghi nazionali mettono a disposizione serie su rifiuti, qualità dell’aria, economia circolare. Per scuole, PA e imprese significa misurare l’impatto ambientale con indicatori comparabili tra regioni e paesi, e progettare politiche locali coerenti con i target europei. 

Nota: in Italia, Istat è tra i maggiori produttori di open data e presidia standard e qualità, facilitando il riuso anche da parte di non specialisti.

Qualità che genera fiducia (anche nel sistema alimentare)

Senza qualità statistica non c’è fiducia. Nel food system, la FAO ha sviluppato uno Statistical & Data Quality Assurance Framework per garantire coerenza, trasparenza e tracciabilità dei numeri che guidano politiche su produzione, prezzi, sicurezza alimentare. È un riferimento utile anche per chi, a livello locale, costruisce piccoli osservatori civici o progetti educativi.

Vuoi capire come si valuta la qualità di una statistica? Scopri il FAO Statistics and Data Quality Assurance Framework: principi, processi e responsabilità per produrre numeri affidabili e riusabili su agricoltura e alimentazione.

“Dati per tutti” significa ridurre le asimmetrie tra chi produce, chi decide e chi subisce le decisioni. La statistica è equitàquando ogni cittadina/o può capire come sono stati costruiti i numeri, controllarne la qualità e usarli per migliorare la propria comunità. È questo lo spirito del World Statistics Day 2025.

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