Nei giorni scorsi Noopolis ha preso parte, rappresentata dal Vice Presidente Leone, a un incontro promosso dalla Ahmadiyya Muslim Community insieme a rappresentanti del mondo cattolico e istituzionale. Al centro, il motto che da oltre un secolo sintetizza la visione ahmadiyya, “Love for All, Hatred for None” (Amore per tutti, odio per nessuno), riaffermato come principio condiviso sul piano umano, civico e religioso.
All’iniziativa hanno partecipato S.Em. il Cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana; l’On. Emanuela Claudia Del Re, sociologa ed ex Vice Ministra degli Affari Esteri; e l’Imam Ataul Wasih Tariq, teologo e dirigente della Comunità Ahmadiyya in Italia. Le loro biografie pubbliche confermano un impegno consolidato per la pace, la diplomazia religiosa e la cooperazione interreligiosa.
L’appuntamento ha proposto una lettura concreta del dialogo come bene pubblico: prevenire polarizzazioni, contrastare l’odio e promuovere alleanze educative e sociali. La Comunità Ahmadiyya — presente anche in Italia — pone da sempre il rifiuto della violenza e la tutela della dignità umana al centro della propria testimonianza, sintetizzata proprio nel motto (“Amore per tutti, odio per nessuno”).
Focus sui protagonisti
- Card. Matteo Zuppi — Guida della CEI dal 24 maggio 2022, è noto per l’azione di mediazione e per iniziative pubbliche in favore della pace e del dialogo tra comunità religiose.
- Emanuela C. Del Re — Sociologa, già Vice Ministra degli Affari Esteri e poi Rappresentante Speciale dell’Unione Europea per il Sahel (2021–2024), con una lunga esperienza di ricerca in aree di conflitto.
- Imam Ataul Wasih Tariq — Vicepresidente nazionale e responsabile per teologia e outreach della Ahmadiyya in Italia; attivo in programmi accademici e iniziative di dialogo.
Il dialogo interreligioso non è solo testimonianza valoriale: è politica di coesione che passa da scuole, amministrazioni locali, media e società civile. Il principio “Amore per tutti, odio per nessuno” è una piattaforma etica verificabile: richiama al linguaggio responsabile, alla collaborazione tra comunità e alla tutela dei più vulnerabili.






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