
Il convegno “Transizione Ecologica in Sanità: L’Impatto Ambientale della Dialisi”, tenutosi recentemente, ha rappresentato un momento di riflessione e confronto sul rapporto tra ecologia e sanità. L’evento ha avuto l’obiettivo di superare la retorica ecologica per affrontare concretamente le sfide ambientali legate al settore sanitario, con particolare attenzione al trattamento dei rifiuti e alla gestione delle risorse idriche.
Prendendo spunto dal dialogo tra Menone e Socrate nell’opera di Platone, il convegno ha mirato a “scuotere” i partecipanti, stimolando un processo di consapevolezza e azione. Tra i temi principali, è stata discussa:
- l’importanza della gestione sostenibile dei rifiuti sanitari, sia infettivi che non infettivi,
- e la necessità di implementare strategie efficaci per la preservazione del patrimonio idrico, questioni che toccano non solo il mondo sanitario ma anche il nostro ecosistema.
L’evento ha sottolineato l’urgenza di trasformare le riflessioni in azioni concrete, coinvolgendo non solo i professionisti del settore ma anche i decisori politici e i cittadini, affinché la sanità possa diventare un modello di sostenibilità e rispetto ambientale e si è concentrato sulla necessità di un approccio più responsabile e sostenibile verso il nostro ecosistema, in linea con la visione espressa da Papa Francesco nel “Laudato Si’”.
La gestione dei rifiuti e la preservazione delle risorse idriche sono state al centro della discussione, evidenziando come la cultura dello scarto, tipica della società consumistica, abbia portato a una crisi ambientale che mette a rischio non solo la salute del pianeta, ma anche quella umana. Il Papa propone un modello di economia circolare che promuova il recupero, il riutilizzo e la riduzione degli sprechi, opponendosi alla mentalità dell’usa e getta. Questo modello non solo salvaguarda le risorse naturali, ma promuove anche una nuova visione antropologica, che considera l’uomo e l’ambiente come parte di un unico sistema interconnesso.
Nel corso dell’evento, è stato sottolineato come la crisi idrica in Africa, aggravata dalle limitate risorse e dall’accesso ridotto alle cure renali, richieda un’urgente riflessione su strategie innovative per ridurre lo spreco di acqua e garantire l’accessibilità alle cure.
Come possiamo pensare di vivere sani in un ambiente malato?
Questa domanda è diventata il tema centrale della giornata, invitando tutti i partecipanti a riflettere su un nuovo paradigma ecologico e sociale, in cui l’uomo sia il custode e non il consumatore del mondo in cui vive.
